ESPERIENZE FALDE ACQUIFERE: ricerche di falde acquifere per pozzi - PAOLO GATTI: rabdomante, radioestesista, ricerca di falde acquifere e tubazioni acqua-gas

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Dal 1999, anno in cui scoprii di avere questa spiccata sensibilità, ho avuto la fortuna di effettuare varie ricerche i cui risultati sono stati supportati da riscontri sia ambientali che delle persone che vi abitavano.

Premetto che quando mi accingo ad eseguire una ricerca, tendo a raccogliere meno informazioni possibili al fine di evitare un condizionamento dell'esito.
A ricerca conclusa considero anche i vari aspetti della persona, quali malesseri fisici o eventi significativi della sua storia personale e sempre ne emerge una correlazione tra la presenza di geopatie e il suo stato d'essere.


DICHIARAZIONE PER RICERCA DI PERDITA ACQUA
ESEGUITA SULLA PIANTINA DELL'APPARTAMENTO A PIU' DI 200 KM DI DISTANZA




  • Acqua termale a 3.000 mt?
Di questa ricerca non posso fare nomi dei  geologi né del luogo, ma ciò che è emerso dal confronto è stato per me inaspettato.
Nel giugno del 2016 mi chiama un geologo (che mi conosce da tempo) chiedendomi una mia valutazione  in un terreno situato presso  una delle città termali  piemontesi. Eseguo la ricerca di falde termali sulla mappa (senza avere ricevuto nessuna indicazione in merito dal geologo) e gli riferisco in seguito che a mio avviso bisognava scendere a 1000 mt, 2000 mt e 3000 mt circa in quell’area per ottenere delle valide portate, altrimenti vi erano insignificanti flussi; mi rispose che vi era stata una valutazione entro i 150 mt di profondità attraverso la geoelettrica e che nei dintorni vi erano diversi pozzi a circa 250 mt con portate davvero irrisorie. A seguito di tale scambio di informazioni ho eseguito una ricerca più superficiale, nel frattempo il geologo ha comunicato le mie valutazioni al geologo che dirigeva i lavori, il quale, per via di suoi precedenti trascorsi, ha voluto chiamarmi. Dalla conversazione è emerso che erano stati  eseguiti esami relativi al chimismo dell’acqua che sgorga liberamente in città e stando ai valori di concentrazione di ioni ecc… sembrerebbe che quest’acqua termale si arricchisca alla profondità di 3000 mt.

  • Inclinazione faglia
In queste fotografie mi trovo in presenza di due geologi in una città in Italia e dopo aver individuato la posizione della  faglia che era tracciata (all’incirca)  sulla mappa del geologo a seguito di alcuni rilievi incrociati di geoelettrica,  ho preso una matita dalle mani del geologo ed ho inclinato la stessa mentre  con l’uso del pendolino (quindi eseguendo un lavoro di radiestesia) ho avuto l’indicazione di quando fermarmi. Poi rivolgendomi ai geologi, piuttosto esterefatti hanno convenuto che la mia indicazione era estremamente compatibile con i loro dati.


Ricerca-indagine delle falde acquifere termali
a Tarvisio
Questa ricerca che ho eseguito è piuttosto particolare per aspetti di casualità e correttezza di riscontri dal confronto con studi geologici eseguiti.
Casualità……….. una domenica sera dei primi mesi dell’anno 2014 (forse anche fine 2013 ma purtroppo non datai la ricerca) lessi un articolo in internet in cui si ipotizzava la presenza di possibile acqua calda a Tarvisio, così senza esitare stampai l’area di Tarvisio in formato stradale da google maps e vi svolsi la ricerca di possibili falde termali. Purtroppo non fu una bella ricerca in quanto essendo molto stanco e col pensiero incalzante che “ è tempo sprecato, tanto poi non hai modo di avere riscontri” abbandonai la ricerca.

Fine maggio 2017 ricevo una telefonata da una persona di Sacile (PN) che mi chiede un preventivo per eseguire una trivellazione intorno ai 7-800mt di profondità a Tarvisio, gli chiedo di mandarmi l’area interessata in cui si dovrebbe eseguire la perforazione, tale area era stata oggetto di  valutazione da parte di uno studio di geologia. Ricevuto la mappa noto con stupore che l’area interessata rientra nella zona dove tre anni prima avevo indicato falde termali ( proseguo di via rododendro)
Avendo richiesto un capitolato da poter sottoporre ai miei conoscenti trivellatori per elaborare un preventivo, dopo mesi di attesa a fine anno 2017 ho chiamato il comune di Tarvisio (il cliente di Sacile mi disse a suo tempo che tutta la documentazione era in possesso del comune che aveva incaricato uno studio geologico) e dal  responsabile dell’ufficio tecnico (Ing. Aristei)  vengo a sapere che l’indagine geologica era stata estesa a tutta la valle e quindi comprendeva anche altri Paesi; così  stampo tutta la valle che va da Camporosso in Valcanale fino a  Coccau di Sopra ed eseguo una macro ricerca di falde acquifere termali. Dopo qualche giorno ad inizio anno 2018 l’Ing. Aristei mi manda via mail lo studio geologico eseguito su tutta la valle da parte dello Studio di Geologia e Geofisica di Siena; con molta pazienza identifico le aree dello studio in questione e della mia ricerca e si possono così elencare:

Camporosso (zona A)   :  area in cui sono presenti strutture alberghiere
Tarvisio          (zona B1):  in centro abitato, zona impianti sciistici, attività                                             alberghiere
Tarvisio          (zona B2):  ex colonia
Tarvisio          (zona B3):  ex caserma
Tarvisio          (zona C1):  ex stazione ferroviaria
Tarvisio          (zona C2):  campeggio

Studio geologico




Visto le corrispondenze del confronto ho chiesto ed ottenuto il consenso dall’Ing. Aristei di inserire nel mio sito questa indagine.



  • Condove (TO) - Ricerca di falde acquifere su mappa, verifica in loco e successiva trivellazione



La trivellazione è stata eseguita ad agosto 2018 raggiungendo la profondità di 22 mt, trovando acqua intorno agli 8mt e ai 18mt con più di 200 lt/min.


  • Ricerca di falde acquifere a Lonigo (VI) - Trattoria ai Colli

Novembre 2017 vengo contattato dal Sig. Mirko per una ricerca di falde acquifere nella sua proprietà a seguito di un calo di portata d’acqua da altri pozzi, avendo egli due vigneti, degli animali, colture ed un ristorante. Procedo dunque con l’indagine sulla mappa in cui identifico i possibili scorrimenti più importanti e poi svolgo la ricerca in loco.




La trivellazione è stata eseguita alla fine del mese di aprile 2018, nella posizione vicino al numero (1) indicato in mappa, l’acqua è stata trovata già a circa 60 mt ma sono scesi fino a circa 135mt posizionando la pompa a 123 mt ed emungendo 230 Lt/min (nella mia valutazione  su mappa indico circa 245 Lt/min entro i 60 mt)






RICERCA FALDA ACQUIFERA
CONFRONTO MAPPA - LUOGO

Nel Maggio 2016 vengo contattato dal Geom. Gamba Luigi per una ricerca di falda acquifera nella sua abitazione (la seconda di quattro villette) da poco acquistata a Timoline, in provincia di Brescia.
Nonostante la distanza sia modesta da dove abito, decido di eseguire una ricerca sulla mappa utilizzando l’indirizzo fornitomi. Considerando che il paese in questione dista solo 4 km dal lago d’Iseo pensavo che non vi fossero difficoltà particolari nel percepire percorsi d’acqua, invece, con sorpresa, individuo solo due possibili falde acquifere con direzioni opposte e profondità diverse, la più superficiale di circa 30 metri e l’altra a circa 150 metri; della più profonda ne provo a valutare anche la possibile portata indicando un flusso di circa 65 L/ minuto.
Trascorsi alcuni giorni ci accordiamo per il mio sopralluogo e, dalle percezioni che ne rilevo, anche se con alcuni metri di scostamento che comunque considero preventivamente data la scala di rapporto della mappa, ottengo a grandi linee le stesse indicazioni riportate sulla mappa giorni prima. Poiché il cliente conosce il proprietario della prima villa che ha realizzato un pozzo l’anno prima, chiedo se posso valutarne la profondità e indico la presenza d’acqua a circa 150 metri quota che viene confermata dal proprietario.
Per problematiche varie la trivellazione viene eseguita solamente ad inizio novembre 2016 e prima della conclusione lavori il Sig. Luigi mi contatta per fare il punto della situazione; così mi reco in loco e trovo il trivellatore che sta ultimando i lavori e chiedo informazioni. Poiché non erano ancora ultimati i lavori con l’immersione della pompa, prove portata ecc., mi esprime la sua opinione basandosi sui riscontri oggettivi della trivellazione da lui eseguita e dalla sua ventennale esperienza e dice che l’acqua si trova tra i 140 e 150 metri di profondità e che la portata sarà probabilmente un minimo di 1 L/ secondo.
C’è da considerare che dopo la quarta villetta vi è un terreno ampio quanto un campo da calcio che è scavato per circa 6-8 metri di profondità ed è pieno d’acqua e pure detta quarta villetta ha un pozzo molto superficiale.
Questa ricerca mi ha dato una bella soddisfazione in quanto ho avuto riscontro di ciò che avevo percepito sulla mappa prima di recarmi in loco, ottenendo anche conferma del valore di portata.




Ricerca falde acquifere e faglie in Lombardia eseguita sulla mappa nella zona
del convento di Sant' Astino a Bergamo
Strumentalmente è stata determinata una portata d'acqua di 11 L/sec. nella mia ricerca ho indicato circa 700 L/min.

Come si può osservare il punto 1 scelto prima della trivellazione dista nella realtà alcuni metri ciò nonostante si possono osservare riscontri circa la presenza delle falde, dell'acqua, della frattura e materiale fratturato, la portata.

Ricerca di infiltrazione e risalita di acqua in taverna a Pastrengo VR


La ricerca è eseguita volutamente su mappa formato stradale per evitare i riferimenti di confine proprietà; l'altra è la visione earth corrispondente all'abitazione in questione.
Prendendo come riferimento il punto A in rosso delle 2 mappe si vede che il corso marcato in verde nel punto 1 si interrompe allargandosi,  formando una sacca e rientrando nella sua sede poco più sotto.
Confrontando le 2 mappe si osserva che la sacca è corrispondente all'area della lottizzazione, questo aspetto induce a pensare che gli scavi eseguiti per la realizzazione delle abitazioni abbiano lacerato un lato della vena acquifera con conseguente modifica del suo corso e problematiche di risalita.
Ho eseguito il sopraluogo nel novembre 2013 dopo una settimana dalla ricerca sulla mappa e nella zona dei garage (piano interrato) in modo diffuso in tutta l’estensione del lotto ho percepito acqua già a 50-60 cm, ovvero appena sotto la gettata delle fondamenta, poi nel garage di proprietà ho indicato lo scorrimento della vena che percepivo poco prima del metro e mezzo .
Circa un anno dopo la proprietaria mi informa che per motivi legali ha fatto eseguire un sondaggio nel suo garage trovando acqua a 55 cm e per diversi metri, inoltre ha aggiunto che l’acqua possiede una temperatura di 16 gradi centigradi. Per me è stata una doppia soddisfazione in quanto, nella ricerca sulla mappa, per avere un quadro della situazione un po’ più ampio ho intercettato anche un’area di acqua termale ( la zona rossa ) che termina con una punta proprio nella posizione dell’abitazione. Ho riportato nella seconda immagine anche i valori rilevati per le varie vene e per quella termale individuo una profondità di circa 70 mt ad una temperatura di 28 gradi centigradi (la seconda a circa 200 mt a 35 gradi centigradi). E’ certo che la differenza di profondità sia notevole per sopporre un qualche collegamento, mentre per la temperatura è ovvio che diminuisca, ma sono certo che approfondendo la ricerca per lo specifico obiettivo potrei  trovare un qualche percorso che dai 70 mt porta acqua calda (ormai tiepida ) in questa vena superficiale.  


 


TERREMOTO 24 AGOSTO 2016
 
 
A seguito del terremoto del 24 agosto 2016 che ha colpito il centro Italia decido di eseguire una mia ricerca-studio con l’intento di valutare se vi è una connessione fra le varie città colpite, ovvero un percorso (possibile faglia?) attraverso il quale si sono propagate le onde sismiche.
 
Come prima azione cerco un elenco delle città colpite direttamente dal terremoto:



 
 
Poi stampo porzioni delle aree e le unisco in un’unica mappa su cui lavorare e mi posiziono in un punto qualsiasi poco lontano dal paese Accumuli con l’intento di individuare un punto della (frattura) da cui si sono propagate queste onde sismiche.
 
Considerando  che le notizie parlavano del paese di Accumuli colpito, mi aspettavo di percepire il punto in tale città, invece sono richiamato al paese vicino, Fonte del Campo, e individuo qui un punto di partenza della (frattura). Inizio pertanto a disegnare un tracciato (nero) che raggiunge Accumuli, attraversandolo, e nella parte più a ovest del paese ritorna a Fonte del Campo (parte segmentata dell’anello nero).
Un poco sorpreso da questo anello, approfondisco la ricerca e delineo un percorso secondario (tracciato in matita) che parte da Accumuli sud per poi ritornare nel punto ad ovest della città, da dove parte l’altro anello segmentato.



 
 
Da qui procedo verso sud giungendo al paese di Amatrice dove il percorso diviene una linea segmentata che lo attraversa a metà (approfondendo delineo poi i tracciati secondari in matita che si collegano proprio alla traccia segmentata nera).


 
 
Proseguo poi sempre verso sud, attraverso la località Ponte A Tre Occhi e lambisco Collemaggiore, continuo ad ovest di Nominisci, in aree boschive per poi attraversare il paese di Santa Lucia. Mi sovrappongo approssimativamente alla strada statale 260 nei pressi di San Vito e per tutto il tratto fino a Colle Calvo, per poi giungere e attraversare trasversalmente il paese Montereale, anche qui con un percorso segmentato.

 
 

A questo punto mi riposiziono ad Accumuli, precisamente nel punto di collegamento dei due anelli ad ovest della città, in quanto vi sono ancora due città, a nord, interessate dal sisma. Da qui procedo in direzione verso nord con direzione leggermente a est, attraverso aree boschive, fino a congiungermi con la strada statale 129, poco prima di Arquata del Tronto ed anche qui il tracciato si fa segmentato e prosegue poi verso nord in modo regolare.



 
 
A questo punto la mia ricerca sembra conclusa, se non ché, rimango perplesso per il fatto che il tracciato nero, (lungo cui teoricamente, secondo me, si è propagata l’onda sismica) passa decisamente lontano dal paese Pescara del Tronto, anch’esso devastato dal sisma.  Così mi posiziono poco lontano da detto paese, a metà strada da Arquata del Tronto e identifico un punto da cui delineo un percorso in matita risalendo e collegandomi alla linea segmentata che attraversa Arquata del Tronto; poi mi riposiziono su detto punto e questa volta procedo disegnando un percorso che si dirige verso Pescara del Tronto, delineando un percorso molto segmentato che abbraccia il paese quasi completamente, per poi attraversarlo in modo lineare fino a giungere inaspettatamente in un punto dell’anello (tratto in matita) di Accumuli.


 
 
 
Cercando di dare una valutazione personale  ai tracciati, Pescara del Tronto sembra essere interessata da un secondario percorso (presumibilmente meno intenso come propagazione), tuttavia la devastazione così elevata, può essere imputata alla forma del tracciato che ha scosso il paese come fosse un setaccio; inoltre ho trovato molto singolare il ripetersi della linea segmentata solo nei paesi colpiti dal sisma, mentre lungo tutto il decorso, questo rimane pressoché lineare. Questa particolarità però non si riscontra ad Accumuli che è tuttavia un punto di incontro di due anelli e, probabilmente, di strani giri di tensione e propagazione.


Nell’ottobre 2014 mi è stata chiesta una consulenza da parte del geologo Renato Rijillo presidente della Ecocantieri S.r.l. (BO) per individuare eventuale acqua termale  in questa area nei pressi dei Colli Euganei.
La ricerca è stata ulteriormente approfondita sulla mappa ma per motivi di comprensione visiva ho inserito quella iniziale in cui identifico l’area rossa intorno ai 200 mt e poco oltre (esistono livelli ancora più profondi) ad una temperatura che può probabilmente rientrare in acqua ipertermale, mentre un’area verde più superficiale in cui la temperatura diminuisce anche di circa 10 gradi centigradi.
Ho incontrato di persona il geologo Renato Rijillo dopo qualche giorno a Bologna e quando ho sottoposto la mia ricerca è rimasto molto stupito di quello che ho disegnato in quanto corrisponde all’andamento delle faglie che risultano dalle carte geologiche e caratteristiche/conformazione  
del luogo e che danno adito alla presenza di possibile acqua termale già intorno i 200-250 mt.

Attualmente, a  distanza di tre mesi, si sta seguendo l’iter burocratico per poter eseguire un primo sondaggio.


Nel Novembre 2014 ricevo una richiesta per cercare acqua in quel di Moscufo (PE) in una proprietà in cui esistono già due pozzi di cui uno è quasi asciutto, ovviamente vista la distanza richiedo di farmi avere l’area tramite google e di indicarmi i pozzi con le specifiche per una mia personale valutazione (vedere se questi pozzi erano interessati da falde o fatti a caso).
Questa è l’immagine pervenutami


Di seguito le indicazione:
Pescara, 12/11/2014

Buongiorno signor Paolo, per prima cosa la ringrazio per avermi chiamato in risposta alla mia mail, in secondo luogo, contestualmente all'invio in allegato dell'immagine di Google Earth , le volevo spiegare la legenda per poter leggere bene la mappa .
La mia proprietà è delimitata da 4 segnaposto azzurri con la stella
I serbatoi di accumulo sono due contrassegnati da segna posto. rosso con S (capacità  totale pari a lt.20.000)
I due pozzi sono contrassegnati in Giallo (profondità per entrambi ml.32 diametro 0,80)
Ho contrassegnato anche due pozzi giganteschi e molto capaci di acqua con una P Azzurra(diametro superiore a ml.5 ovviamente fuori dalla mia proprietà )
Nella parte alta della mappa ho contrassegnato il corso d'acqua che le dicevo con 3 segnaposto azzurri a forma di onde (ovviamente il corso d'acqua prosegue a DX e a SX )
Spero che l'immagine che le ho inviato sia sufficiente per visualizzare bene tutte le coordinate a lei necessarie
            Ancora la ringrazio e la saluto.
Nella mia ricerca individuo due vene che interessano il pozzo vicino all’edificio di cui però una è molto profonda e l’altra è intorno ai 37 mt, mentre l’altro pozzo è interessato da una vena che è alimentata da altri corsi e la percepisco intorno ai 29 mt ( ma già prima c’è acqua circa 26 mt). Stando a quanto individuato presuppongo che il pozzo asciutto sia quello a monte vicino all’edificio inoltre il fatto che abbia indicato la vena a 37 metri mentre il pozzo scavato è a 32 metri e dava acqua, mi ha fatto riflettere e (visto la relativa distanza 100 km ) mi sono chiesto:” E se fosse che la vena si è abbassata per via del terremoto dell’Aquila nel 2009 ? “.Ho quindi contattato il proprietario che mi ha confermato che il pozzo asciutto è quello vicino all’edificio e che inoltre la sua realizzazione risale al 2004 mentre quello più sotto, dopo i pannelli solari,  è del 2012; inoltre mi accenna che anche l’abitazione a monte vicino alla statale è stata leggermente lesionata.

La conversazione è avvenuta prima di mezzogiorno e nel pomeriggio ho approfondito la ricerca di falde acquifere in quanto mi ero limitato ad una profondità max di 50 mt, però mi girava in testa il discorso della casa lesionata e mi chiedevo :“ Se è stata lesionata dal terremoto probabilmente è perché l’abitazione è interessata da qualche faglia” così ho cercato specificatamente quale era il punto lesionato dell’abitazione indicandolo (guardando di fronte  la casa dalla statale)  nell’angolo dietro  a sinistra e da lì ho delineato l’andamento che ne percepivo (tratto marrone).
La stessa sera contatto nuovamente il proprietario che mi conferma che l’angolo lesionato è quello dietro a sinistra, inoltre gli racconto che per me detta faglia si sviluppa sul lato corto e gira passando lungo tutta la facciata della casa e con gran stupore mi risponde che effettivamente in seguito a quel terremoto ha avuto problemi di infiltrazione e si è lacerata la guaina di isolamento. Questa faglia la identifico a circa 70 mt  ed individuo anche uno scorrimento d’acqua a tale profondità (tratto rosso).
Come ultimo particolare il proprietario mi racconta che un trivellatore-rabdomante ha percepito un buon flusso d’acqua (una vena) vicino all’angolo lesionato ( per intenderci nella zona dove ho scritto il numero 7) ed hanno scavato sempre fino a 32 mt ma nemmeno una goccia d’acqua è uscita, alchè gli rispondo che  anche io ho disegnato uno scorrimento in quel punto ma la profondità la stimo quasi a 50 mt.


  • Miniera d’oro a cielo aperto
Cercando in internet, una sera di fine Ottobre 2016, informazioni relative alle miniere d’oro trovo un articolo che ne elenca dieci tra le più grandi al mondo.
Mi soffermo nuovamente  su una miniera d’oro a cielo aperto presente nel Nevada di cui avevo visto un programma televisivo. Il fatto d’essere una miniera a cielo aperto mi ha suscitato una domanda ovvero “possibile che eseguano uno sbancamento di milioni di metri cubi di terra per sfruttare un filone aurifero?“, così decido  di eseguire una ricerca per valutare l’area con la speranza di trovare un senso a tale modalità d’intervento.  
Come sempre mi posiziono in un punto qualsiasi ed inizio. Sono richiamato nella zona bassa della mappa ed individuo il percorso aurifero che da sud procede verso la miniera facendo uno zig zag poco prima di entrarvi; all’interno dell’area mineraria questo percorso si sviluppa in senso circolare  antiorario con un andamento a zig zag, quindi si dirige verso sud per poi deviare  in direzione  est. Senza valutarne le possibili profondità, intuisco dal disegno che la sovrapposizione dei due percorsi indica una differenza di quota, inoltre osservo che il percorso crea un semicerchio con andamento segmentato e copre una superficie molto ampia.
A questo punto, poiché generalmente ho osservato che nei tracciati segmentati delle falde acquifere si diramano altri percorsi minori, valuto la presenza di secondari filoni auriferi che, ovviamente, ritrovo e che collegano le numerose punte del tracciato.
Come ultima indicazione percepita sulla mappa in questione ho disegnato (ma non è visibile) un discreto tracciato di argento, con un passaggio segmentato che, personalmente, potrebbe suggerire una possibile area mineraria estrattiva.
Osservando il risultato grafico della ricerca ho pensato che, effettivamente, la modalità più corretta per sfruttare al meglio la presenza dell’oro in detta area, sia la miniera a cielo aperto.


  • INDAGINE  E RICERCA PERSONALE  DI FILONI E GIACIMENTI D’ORO NELLE MINIERE

Premessa: detta ricerca non è stata commissionata da alcune società o privati e non intende togliere meriti, onori o null’altro ad alcuni, né intende sfruttare i loro nomi.

Una sera di fine ottobre 2016 sono a cena dai miei genitori e in televisione trasmettono un programma relativo alle grandi macchine operatrici (camion) per la movimentazione di inerti nella più grande  miniera d’oro nello stato del Nevada negli U.S.A.
Forte di una recente valutazione eseguita su mappa (nonché di corrispondenze coincidenti), in provincia di Bergamo della località Zorzone, Oltre il Colle, Zambla, ecc  paesi della val Brembana in cui negli ultimi mesi sono ripresi i sondaggi per l’estrazione in particolar modo dello zinco, mi sorge una domanda ovvero “ dal momento che in quell’area nel Nevada stanno estraendo oro ci sarà certamente un giacimento o un filone aurifero che lo attraversa”.
Così rientro a casa e cerco notizie in merito alle miniere d’oro presenti nel Nevada e la mia attenzione viene catturata (probabilmente reminiscenze  di cartoni animati visti da bambino) dalla miniera ELDORADO; così stampo la mappa che riporta l’indicazione dell’ingresso alla miniera (divenuta un percorso turistico) e come sempre utilizzando la matita ed il pendolino mi posiziono nel punto con la scritta Eldorado Canyon ed inizio la ricerca. Consapevole dell’errato pensiero che mi attraversa (ovvero che certamente mi avvicinerò all’ingresso Eldorado Mine) sono attratto fortemente nel punto che indicherò poi come  zero ( 0 ) (ormai dopo diverse decine di ricerche di falde acquifere ho osservato che i punti di partenza in cui mi posiziono sulla mappa nascondono qualche particolarità).
Dal punto zero inizio a tracciare il percorso/ filone aurifero  che ritengo essere il principale, il più importante di tutta la mappa oggetto di studio (linea gialla). Fatto ciò decido volutamente di partire dall’ingresso della miniera per capire se effettivamente rilevavo un filone  aurifero essendo certa la miniera e pian piano delineo un tracciato (A) che termina nel punto zero; giunto qui la percezione continua delineando il tracciato (B) di cui perdo il segnale di risonanza arrivato all’ingresso della miniera. Per  mia scrupolosità mi riposiziono nel punto zero al fine di verificare se vi siano ulteriori filoni auriferi ed effettivamente ne disegno ben due che coloro di verde  scuro e chiaro,  da quest’ultimo poi trovo quello arancio e viola chiaro e scuro; in seguito rilevo altri filoni che si intersecano con il tracciato di color giallo. Nonostante sia una ricerca personale basata sulla mia sensibilità e risonanza che non ha potuto trovare riscontri oggettivi (in quanto non ho contatti con abitanti del luogo o società ecc) , ritengo sulla base di altre esperienze che le indicazioni reperite possano avere una buona validità ma come sempre mi auspico che possano essere motivo di confronto ed approfondimento serio e costruttivo con esperti tecnici nel settore geologia.


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