ESPERIENZE FALDE ACQUIFERE: ricerche di falde acquifere per pozzi - PAOLO GATTI: rabdomante, radioestesista, ricerca di falde acquifere e tubazioni acqua-gas

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Dal 1999, anno in cui scoprii di avere questa spiccata sensibilità, ho avuto la fortuna di effettuare varie ricerche i cui risultati sono stati supportati da riscontri sia ambientali che delle persone che vi abitavano.

Premetto che quando mi accingo ad eseguire una ricerca, tendo a raccogliere meno informazioni possibili al fine di evitare un condizionamento dell'esito.
A ricerca conclusa considero anche i vari aspetti della persona, quali malesseri fisici o eventi significativi della sua storia personale e sempre ne emerge una correlazione tra la presenza di geopatie e il suo stato d'essere.


INDICE

  • DICHIARAZIONE PER RICERCA DI PERDITA ACQUA ESEGUITA SULLA PIANTINA DELL'APPARTAMENTO A PIU' DI 200 KM DI DISTANZA
  • MODENA  90 MT x 2000 L/MIN
  • KENYA
  • Acqua termale a 3.000 mt?
  • Ricerca-indagine delle falde acquifere termali a Tarvisio
  • Condove (TO) Ricerca di falde acquifere su mappa, verifica in loco e successiva trivellazione
  • RICERCA FALDA ACQUIFERA - CONFRONTO MAPPA - LUOGO
  • Ricerca di infiltrazione e risalita di acqua in taverna a Pastrengo VR
  • Ricerca falde Colli Euganei
  • Ricerca falda provincia di Pescara
  • RICERCA FALDA ACQUIFERA IN ZONA COLLINARE - SASSO MARCONI (BOLOGNA)
  • RICERCA FALDE AQUIFERE IN PROVINCIA DI COMO
  • RICERCA FALDE ACQUIFERE IN PROV. CATANIA
  • RICERCA FAlDE A PREDORE (LAGO D’ISEO)
  • RICERCA FALDA PROVINCIA DI PESCARA
  • RICERCA FALDE ACQUIFERE PRESSO ABBAZIA NOSTRA SIGNORA DELLA TRINITA’ MONACI BENEDETTINI  A  MORFASSO (PC)
  • RICERCA DI FALDE ACQUIFERE  A LECCO
  • RICERCA FALDE ACQUIFERE E FAGLIE IN LOMBARDIA ESEGUITA SULLA MAPPA NELLA ZONA DEL CONVENTO DI SANT'ASTINO A BERGAMO


DICHIARAZIONE PER RICERCA DI PERDITA ACQUA
ESEGUITA SULLA PIANTINA DELL'APPARTAMENTO
A PIU' DI 200 KM DI DISTANZA




  
MODENA  90 MT x 2000 L/MIN


  
A dicembre 2019 vengo contattato per  una ricerca di possibili falde acquifere nell’appezzamento di 3 ettari  visibile in fotografia situato a 1,5 km a nord della città di Modena.
Come spesso accade svolgo una sommaria valutazione della mappa in questione e successivamente ho  eseguito  in loco la ricerca identificando alcuni punti ove svolgere la trivellazione  in funzione anche  di un futuro fabbricato agricolo.
A maggio 2020 è stata eseguita la trivellazione  scartando dei punti perché un po’ troppo vicini alla strada e scegliendo un punto  che a mio avviso rientrava in un’area di accumulo di acqua che, dopo diversi metri di argilla, è stata trovata a 90 metri di profondità mentre in merito alla quantità il trivellatore ha detto che non riusciva ad abbassare il livello dell’acqua nonostante spurgasse 2000 L/min.
Rimane l’amarezza  per  la mancata precisione nell’indicare la profondità, tuttavia il risultato finale è stato oltre le aspettative del committente (ed anche di qualche collega rabdomante).
PARMA 120 MT x 3000 L/MIN
Premessa: per motivi di privacy non posso inserire la planimetria della ricerca , né fotografie , né specifiche.
  
Nel settembre del 2018 vengo contattato da una ditta S.P.A. in provincia di Parma, tramite la figlia del proprietario a cui avevo trovato nel 2014 una falda acquifera, per irrigare il giardino, a circa 85 mt.
Prima di eseguire in loco la ricerca svolgo una valutazione sulla planimetria dell’area della ditta in cui mi è stato indicato anche la posizione di un vecchio pozzo non più in grado di sopperire alle nuove esigenze produttive. Inizio così la valutazione nell’aera prossima al pozzo e percepisco subito uno scorrimento che delineo e passa proprio sotto il pozzo con un flusso inferiore alla portata originale (a mio avviso dovuto ad una confluenza che si immette in questa falda ed ha ridotto notevolmente la sua portata), successivamente individuo diversi altri scorrimenti tra cui un percorso (a mio avviso) termale stimato a circa 360 mt di profondità, ed infine un’area di accumulo.
Dopo il colloquio telefonico in cui spiego sommariamente la mia valutazione decidiamo il giorno per il sopralluogo e giunto in loco l’ingegnere che gestisce le operazioni mi porta a conoscenza che, poco distante dalla ditta, vi è un edificio dove hanno eseguito una trivellazione per fare geotermia, trovando acqua calda a circa 400 mt e tale edificio risulta (nella mia valutazione sulla mappa) essere interessato dallo scorrimento termale a circa 360 mt.
Dopo i convenevoli inizio la mia ricerca nella zona del vecchio pozzo per verificare che vi sia effettivamente la falda acquifera identificata, e dopo aver trovato riscontro proseguo nell’area adiacente arrivando nella zona che percepivo come accumulo ; in questa zona sono messo a durissima prova per via dell’eccessiva risonanza (dovuta ad un possibile grande quantitativo di acqua) e stimo quote di circa 50, 100 , 120 , 160 mt  con un possibile flusso di anche più di 1000L/min.
Trascorsi 15 giorni ricevo la telefonata dalla figlia dicendomi che la trivellazione è terminata e che a 160 mt non è stato trovato nulla di significativo, ma in compenso entro i 130 mt avevano un quantitativo di 3000 L/min.
Nonostante un certo errore è stata per me una grandissima gioia ed esperienza considerando anche che mi si era chiesto di trovare una falda con un flusso di almeno 300 L/min.

KENYA
Valutazione presenza di falde acquifere
sulla mappa della comunità Ndugu Zangu

Maggio 2019. Ricevo una telefonata da una signora che ha avuto il mio numero da un amico in comune, la richiesta questa volta è di cercare acqua presso la comunità Ndugu Zangu  presente in Kenya da  decenni e che fa capo ad un’associazione in Italia.
Ricevo la localizzazione della comunità e procedo alla mia valutazione dopo aver stampato l’area in questione; nel frattempo la signora mi avvisa che le trivelle inizieranno i lavori tra pochi giorni dove il geologo, dopo i suoi studi, ha indicato.
Svolgo così la mia valutazione e durante gli scambi di messaggi in cui spiego ciò che ho identificato mi si dice che purtroppo la trivellazione è già iniziata in un luogo lontano dalla comunità. Dopo un attimo di stupore chiedo di ricevere le coordinate del punto dove stanno eseguendo la trivellazione e una volta ricevute mi metto immediatamente al lavoro individuando degli scorrimenti e valutando anche possibili quote.
La mia ricerca si conclude di fatto con i lavori di trivellazione ma per problemi di connessioni ricevo solamente dopo due giorni la notizia che l’acqua è stata trovata.
Come si può osservare dall’immagine sotto la falda acquifera da me tracciata risulta passare abbastanza vicino al punto rosso della coordinata (si tenga in considerazione il tipo di mappa usata e la dimensione scala), inoltre l’acqua è stata trovata a 48 metri di profondità; nella mia valutazione ho stimato nel punto 5A quote intorno ai 12 mt e 49 mt  relativi a scorrimenti, mentre nel punto 4° la quota risulterebbe essere di circa 12 mt e 40 mt (quando la vena 5A incontra la 4A risale di quota in modo verticale).
Purtroppo non avendo verificato in loco non posso sapere  se alla coordinata  passa il percorso 5 o 4 , tuttavia rimane la soddisfazione di un buon riscontro.


Riguardo alla valutazione eseguita sull’area della comunità mi è stato riferito che è presente un pozzo posizionato tra i miei punti 6 e 7 della seguente mappa (più vicino al punto 7 dove vi è anche una confluenza/ diramazione).
Ringrazio il Sig. Emilio Panzeri per avermi permesso di raccontare questa mia esperienza ed auguro di cuore tanta fortuna per i progetti e lavori  e l’impegno che ogni giorno portano avanti  per questa comunità.



Acqua termale a 3.000 mt?
Di questa ricerca non posso fare nomi dei  geologi né del luogo, ma ciò che è emerso dal confronto è stato per me inaspettato.
Nel giugno del 2016 mi chiama un geologo (che mi conosce da tempo) chiedendomi una mia valutazione  in un terreno situato presso  una delle città termali  piemontesi. Eseguo la ricerca di falde termali sulla mappa (senza avere ricevuto nessuna indicazione in merito dal geologo) e gli riferisco in seguito che a mio avviso bisognava scendere a 1000 mt, 2000 mt e 3000 mt circa in quell’area per ottenere delle valide portate, altrimenti vi erano insignificanti flussi; mi rispose che vi era stata una valutazione entro i 150 mt di profondità attraverso la geoelettrica e che nei dintorni vi erano diversi pozzi a circa 250 mt con portate davvero irrisorie.
A seguito di tale scambio di informazioni ho eseguito una ricerca più superficiale, nel frattempo il geologo ha comunicato le mie valutazioni al geologo che dirigeva i lavori, il quale, per via di suoi precedenti trascorsi, ha voluto chiamarmi. Dalla conversazione è emerso che erano stati  eseguiti esami relativi al chimismo dell’acqua che sgorga liberamente in città e stando ai valori di concentrazione di ioni ecc… sembrerebbe che quest’acqua termale si arricchisca alla profondità di 3000 mt.
  • Inclinazione faglia
In queste fotografie mi trovo in presenza di due geologi in una città in Italia e dopo aver individuato la posizione della faglia che era tracciata (all’incirca)  sulla mappa del geologo a seguito di alcuni rilievi incrociati di geoelettrica, ho preso una matita dalle mani del geologo ed ho inclinato la stessa mentre  con l’uso del pendolino (quindi eseguendo un lavoro di radiestesia) ho avuto l’indicazione di quando fermarmi.
Poi rivolgendomi ai geologi, piuttosto esterefatti hanno convenuto che la mia indicazione era estremamente compatibile con i loro dati.


Ricerca-indagine delle falde acquifere termali
a Tarvisio
Questa ricerca che ho eseguito è piuttosto particolare per aspetti di casualità e correttezza di riscontri dal confronto con studi geologici eseguiti.
Casualità……….. una domenica sera dei primi mesi dell’anno 2014 (forse anche fine 2013 ma purtroppo non datai la ricerca) lessi un articolo in internet in cui si ipotizzava la presenza di possibile acqua calda a Tarvisio, così senza esitare stampai l’area di Tarvisio in formato stradale da google maps e vi svolsi la ricerca di possibili falde termali. Purtroppo non fu una bella ricerca in quanto essendo molto stanco e col pensiero incalzante che “ è tempo sprecato, tanto poi non hai modo di avere riscontri” abbandonai la ricerca.

Fine maggio 2017 ricevo una telefonata da una persona di Sacile (PN) che mi chiede un preventivo per eseguire una trivellazione intorno ai 7-800mt di profondità a Tarvisio, gli chiedo di mandarmi l’area interessata in cui si dovrebbe eseguire la perforazione, tale area era stata oggetto di  valutazione da parte di uno studio di geologia. Ricevuto la mappa noto con stupore che l’area interessata rientra nella zona dove tre anni prima avevo indicato falde termali (proseguo di via rododendro)
Avendo richiesto un capitolato da poter sottoporre ai miei conoscenti trivellatori per elaborare un preventivo, dopo mesi di attesa a fine anno 2017 ho chiamato il comune di Tarvisio (il cliente di Sacile mi disse a suo tempo che tutta la documentazione era in possesso del comune che aveva incaricato uno studio geologico) e dal  responsabile dell’ufficio tecnico (Ing. Aristei)  vengo a sapere che l’indagine geologica era stata estesa a tutta la valle e quindi comprendeva anche altri Paesi; così  stampo tutta la valle che va da Camporosso in Valcanale fino a  Coccau di Sopra ed eseguo una macro ricerca di falde acquifere termali. Dopo qualche giorno ad inizio anno 2018 l’Ing. Aristei mi manda via mail lo studio geologico eseguito su tutta la valle da parte dello Studio di Geologia e Geofisica di Siena; con molta pazienza identifico le aree dello studio in questione e della mia ricerca e si possono così elencare:

Camporosso (zona A):  area in cui sono presenti strutture alberghiere
Tarvisio          (zona B1):  in centro abitato, zona impianti sciistici, attività alberghiere
Tarvisio          (zona B2):  ex colonia
Tarvisio          (zona B3):  ex caserma
Tarvisio          (zona C1):  ex stazione ferroviaria
Tarvisio          (zona C2):  campeggio

Studio geologico




Visto le corrispondenze del confronto ho chiesto ed ottenuto il consenso dall’Ing. Aristei di inserire nel mio sito questa indagine.



Condove (TO)
Ricerca di falde acquifere su mappa, verifica in loco e successiva trivellazione




La trivellazione è stata eseguita ad agosto 2018 raggiungendo la profondità di 22 mt, trovando acqua intorno agli 8mt e ai 18mt con più di 200 lt/min.


Ricerca di falde acquifere a Lonigo (VI) - Trattoria ai Colli

Novembre 2017 vengo contattato dal Sig. Mirko per una ricerca di falde acquifere nella sua proprietà a seguito di un calo di portata d’acqua da altri pozzi, avendo egli due vigneti, degli animali, colture ed un ristorante. Procedo dunque con l’indagine sulla mappa in cui identifico i possibili scorrimenti più importanti e poi svolgo la ricerca in loco.




La trivellazione è stata eseguita alla fine del mese di aprile 2018, nella posizione vicino al numero (1) indicato in mappa, l’acqua è stata trovata già a circa 60 mt ma sono scesi fino a circa 135mt posizionando la pompa a 123 mt ed emungendo 230 Lt/min (nella mia valutazione  su mappa indico circa 245 Lt/min entro i 60 mt)






RICERCA FALDA ACQUIFERA
CONFRONTO MAPPA - LUOGO

Nel Maggio 2016 vengo contattato dal Geom. Gamba Luigi per una ricerca di falda acquifera nella sua abitazione (la seconda di quattro villette) da poco acquistata a Timoline, in provincia di Brescia.
Nonostante la distanza sia modesta da dove abito, decido di eseguire una ricerca sulla mappa utilizzando l’indirizzo fornitomi. Considerando che il paese in questione dista solo 4 km dal lago d’Iseo pensavo che non vi fossero difficoltà particolari nel percepire percorsi d’acqua, invece, con sorpresa, individuo solo due possibili falde acquifere con direzioni opposte e profondità diverse, la più superficiale di circa 30 metri e l’altra a circa 150 metri; della più profonda ne provo a valutare anche la possibile portata indicando un flusso di circa 65 L/ minuto.
Trascorsi alcuni giorni ci accordiamo per il mio sopralluogo e, dalle percezioni che ne rilevo, anche se con alcuni metri di scostamento che comunque considero preventivamente data la scala di rapporto della mappa, ottengo a grandi linee le stesse indicazioni riportate sulla mappa giorni prima. Poiché il cliente conosce il proprietario della prima villa che ha realizzato un pozzo l’anno prima, chiedo se posso valutarne la profondità e indico la presenza d’acqua a circa 150 metri quota che viene confermata dal proprietario.
Per problematiche varie la trivellazione viene eseguita solamente ad inizio novembre 2016 e prima della conclusione lavori il Sig. Luigi mi contatta per fare il punto della situazione; così mi reco in loco e trovo il trivellatore che sta ultimando i lavori e chiedo informazioni. Poiché non erano ancora ultimati i lavori con l’immersione della pompa, prove portata ecc., mi esprime la sua opinione basandosi sui riscontri oggettivi della trivellazione da lui eseguita e dalla sua ventennale esperienza e dice che l’acqua si trova tra i 140 e 150 metri di profondità e che la portata sarà probabilmente un minimo di 1 L/ secondo.
C’è da considerare che dopo la quarta villetta vi è un terreno ampio quanto un campo da calcio che è scavato per circa 6-8 metri di profondità ed è pieno d’acqua e pure detta quarta villetta ha un pozzo molto superficiale.
Questa ricerca mi ha dato una bella soddisfazione in quanto ho avuto riscontro di ciò che avevo percepito sulla mappa prima di recarmi in loco, ottenendo anche conferma del valore di portata.




Ricerca di infiltrazione e risalita di acqua in taverna a Pastrengo VR


La ricerca è eseguita volutamente su mappa formato stradale per evitare i riferimenti di confine proprietà; l'altra è la visione earth corrispondente all'abitazione in questione.
Prendendo come riferimento il punto A in rosso delle 2 mappe si vede che il corso marcato in verde nel punto 1 si interrompe allargandosi,  formando una sacca e rientrando nella sua sede poco più sotto.
Confrontando le 2 mappe si osserva che la sacca è corrispondente all'area della lottizzazione, questo aspetto induce a pensare che gli scavi eseguiti per la realizzazione delle abitazioni abbiano lacerato un lato della vena acquifera con conseguente modifica del suo corso e problematiche di risalita.
Ho eseguito il sopraluogo nel novembre 2013 dopo una settimana dalla ricerca sulla mappa e nella zona dei garage (piano interrato) in modo diffuso in tutta l’estensione del lotto ho percepito acqua già a 50-60 cm, ovvero appena sotto la gettata delle fondamenta, poi nel garage di proprietà ho indicato lo scorrimento della vena che percepivo poco prima del metro e mezzo .
Circa un anno dopo la proprietaria mi informa che per motivi legali ha fatto eseguire un sondaggio nel suo garage trovando acqua a 55 cm e per diversi metri, inoltre ha aggiunto che l’acqua possiede una temperatura di 16 gradi centigradi. Per me è stata una doppia soddisfazione in quanto, nella ricerca sulla mappa, per avere un quadro della situazione un po’ più ampio ho intercettato anche un’area di acqua termale ( la zona rossa ) che termina con una punta proprio nella posizione dell’abitazione.

Ho riportato nella seconda immagine anche i valori rilevati per le varie vene e per quella termale individuo una profondità di circa 70 mt ad una temperatura di 28 gradi centigradi (la seconda a circa 200 mt a 35 gradi centigradi).

E’ certo che la differenza di profondità sia notevole per sopporre un qualche collegamento, mentre per la temperatura è ovvio che diminuisca, ma sono certo che approfondendo la ricerca per lo specifico obiettivo potrei  trovare un qualche percorso che dai 70 mt porta acqua calda (ormai tiepida ) in questa vena superficiale.  


Ricerca falde Colli Euganei


Nell’ottobre 2014 mi è stata chiesta una consulenza da parte del geologo Renato Rijillo presidente della Ecocantieri S.r.l. (BO) per individuare eventuale acqua termale  in questa area nei pressi dei Colli Euganei.
La ricerca è stata ulteriormente approfondita sulla mappa ma per motivi di comprensione visiva ho inserito quella iniziale in cui identifico l’area rossa intorno ai 200 mt e poco oltre (esistono livelli ancora più profondi) ad una temperatura che può probabilmente rientrare in acqua ipertermale, mentre un’area verde più superficiale in cui la temperatura diminuisce anche di circa 10 gradi centigradi.
Ho incontrato di persona il geologo Renato Rijillo dopo qualche giorno a Bologna e quando ho sottoposto la mia ricerca è rimasto molto stupito di quello che ho disegnato in quanto corrisponde all’andamento delle faglie che risultano dalle carte geologiche e caratteristiche/conformazione  del luogo e che danno adito alla presenza di possibile acqua termale già intorno i 200-250 mt.

Attualmente, a  distanza di tre mesi, si sta seguendo l’iter burocratico per poter eseguire un primo sondaggio.



Ricerca falda provincia di Pescara


Nel Novembre 2014 ricevo una richiesta per cercare acqua in quel di Moscufo (PE) in una proprietà in cui esistono già due pozzi di cui uno è quasi asciutto, ovviamente vista la distanza richiedo di farmi avere l’area tramite google e di indicarmi i pozzi con le specifiche per una mia personale valutazione (vedere se questi pozzi erano interessati da falde o fatti a caso).
Questa è l’immagine pervenutami


Di seguito le indicazione:
Pescara, 12/11/2014

Buongiorno signor Paolo, per prima cosa la ringrazio per avermi chiamato in risposta alla mia mail, in secondo luogo, contestualmente all'invio in allegato dell'immagine di Google Earth , le volevo spiegare la legenda per poter leggere bene la mappa.
La mia proprietà è delimitata da 4 segnaposto azzurri con la stella
I serbatoi di accumulo sono due contrassegnati da segna posto. rosso con S (capacità  totale pari a lt.20.000)
I due pozzi sono contrassegnati in Giallo (profondità per entrambi ml.32 diametro 0,80)
Ho contrassegnato anche due pozzi giganteschi e molto capaci di acqua con una P Azzurra (diametro superiore a ml.5 ovviamente fuori dalla mia proprietà)
Nella parte alta della mappa ho contrassegnato il corso d'acqua che le dicevo con 3 segnaposto azzurri a forma di onde (ovviamente il corso d'acqua prosegue a DX e a SX )
Spero che l'immagine che le ho inviato sia sufficiente per visualizzare bene tutte le coordinate a lei necessarie
            Ancora la ringrazio e la saluto.
Nella mia ricerca individuo due vene che interessano il pozzo vicino all’edificio di cui però una è molto profonda e l’altra è intorno ai 37 mt, mentre l’altro pozzo è interessato da una vena che è alimentata da altri corsi e la percepisco intorno ai 29 mt (ma già prima c’è acqua circa 26 mt). Stando a quanto individuato presuppongo che il pozzo asciutto sia quello a monte vicino all’edificio inoltre il fatto che abbia indicato la vena a 37 metri mentre il pozzo scavato è a 32 metri e dava acqua, mi ha fatto riflettere e (visto la relativa distanza 100 km) mi sono chiesto:” E se fosse che la vena si è abbassata per via del terremoto dell’Aquila nel 2009 ?“.

Ho quindi contattato il proprietario che mi ha confermato che il pozzo asciutto è quello vicino all’edificio e che inoltre la sua realizzazione risale al 2004 mentre quello più sotto, dopo i pannelli solari,  è del 2012; inoltre mi accenna che anche l’abitazione a monte vicino alla statale è stata leggermente lesionata.

La conversazione è avvenuta prima di mezzogiorno e nel pomeriggio ho approfondito la ricerca di falde acquifere in quanto mi ero limitato ad una profondità max di 50 mt, però mi girava in testa il discorso della casa lesionata e mi chiedevo :“ Se è stata lesionata dal terremoto probabilmente è perché l’abitazione è interessata da qualche faglia” così ho cercato specificatamente quale era il punto lesionato dell’abitazione indicandolo (guardando di fronte  la casa dalla statale) nell’angolo dietro  a sinistra e da lì ho delineato l’andamento che ne percepivo (tratto marrone).
La stessa sera contatto nuovamente il proprietario che mi conferma che l’angolo lesionato è quello dietro a sinistra, inoltre gli racconto che per me detta faglia si sviluppa sul lato corto e gira passando lungo tutta la facciata della casa e con gran stupore mi risponde che effettivamente in seguito a quel terremoto ha avuto problemi di infiltrazione e si è lacerata la guaina di isolamento. Questa faglia la identifico a circa 70 mt  ed individuo anche uno scorrimento d’acqua a tale profondità (tratto rosso).
Come ultimo particolare il proprietario mi racconta che un trivellatore-rabdomante ha percepito un buon flusso d’acqua (una vena) vicino all’angolo lesionato (per intenderci nella zona dove ho scritto il numero 7) ed hanno scavato sempre fino a 32 mt ma nemmeno una goccia d’acqua è uscita, alchè gli rispondo che  anche io ho disegnato uno scorrimento in quel punto ma la profondità la stimo quasi a 50 mt.


RICERCA FALDA ACQUIFERA IN ZONA COLLINARE
SASSO MARCONI (BOLOGNA)

  
A  maggio 2018 il geologo Rijillo (con cui già in altre occasioni vi sono stati confronti) mi chiede una valutazione presso una villa in collina nell’area di Sasso Marconi in provincia di Bologna. Svolgo la mia valutazione sulla mappa che stampo piuttosto grande non avendo indicazioni dei confini esatti della proprietà ( questo comporta una minor precisione anche nella percezione di falde minori).



La ricerca in loco viene svolta lo stesso mese identificando il percorso e la piccola area n°1 ma, siccome era molto vicina alla piscina (che nell’immagine non figura) e per non rovinare il giardino, mi viene chiesto di svolgere la valutazione /scelta del punto da trivellare, nel terreno attiguo (quello del punto n° 2 dell’immagine, che sulla mappa non avevo valutato come profondità ma aggiunto in seguito al sopralluogo).
Le indicazioni sono state di circa 45 mt e circa 95 mt di profondità, purtroppo la trivellazione ha dato esito negativo alla prima quota trovando un sistema molto intenso di frattura e pure  ai 95 mt , generandomi grande delusione. Il giorno seguente ricevo la telefonata del geologo che mi avvisa d’aver trovato acqua a 103 mt di profondità ed ovviamente dalla delusione sono passato alla gioia che poi è stata smorzata quando, attraverso le prove,  è stato attestato un flusso di portata costante di soli 5 L/min (mentre la mia idea era molto superiore).
Note: la ricerca si è tenuta di sabato alla fine di una settimana in cui ero reduce da assunzione di antibiotici e febbre alte a causa di bronchite (purtroppo non è stato possibile rinviarla come avevo chiesto più volte), certamente queste non sono condizioni ideali per affrontare valutazioni a livello sottile.
Infine, soddisfazione non da poco, mi è stato riferito tempo dopo che ero  il quarto rabdomante che svolgeva la valutazione e l’unico pozzo andato a buon fine.

RICERCA FALDE AQUIFERE IN PROVINCIA DI COMO
  
Questa ricerca è stata svolta nel settembre del 2021 dapprima, come sempre, sulla mappa in modo d’avere un’idea generale e dove soffermarmi meglio in loco per l’approfondimento.
L’indagine nella proprietà si è svolta in due occasioni consecutive poiché si richiedeva anche la presenza del’ingegnere  che seguiva i lavori e impossibilitato durante  la prima uscita.
Entrambe le valutazioni eseguite in loco hanno dato sempre le stesse indicazioni  di posizione e profondità confermando ciò che avevo identificato precedentemente sulla mappa, salvo per la corretta posizione, aspetto che ormai ho più volte osservato e di cui  avviso sempre la clientela. Da qui l’importanza di svolgere la contro-prova sul campo giacchè vi possono essere discrepanze di posizione anche di 15/20 mt.



  
Così, dopo la valutazione in loco ho scelto il punto X per la trivellazione indicando quote di circa 75mt e 110mt di profondità; come si può osservare dal disegno della mappa il punto X è esterno all’area della falda disegnata e ciò conferma quanto esposto sopra in merito allo scarto tra realtà e mappa.
A seguito della trivellazione eseguita dalla ditta Idrosartori  S.r.l  è stata trovata acqua a circa 80 mt e, causa diverse difficoltà incontrate nel proseguo, è stato deciso di fermarsi e non raggiungere la seconda quota avendo già predisposto una vasca di accumulo.

Ricerca di falde acquifere a Punta Mesco
Luogo:   Punta Mesco, un promontorio in Liguria che divide la città di Levanto e Monterosso al  Mare, un’area che appartiene alle Cinque Terre.

Il 2 giugno 2015, giorno di festività in Italia, vengo contattato dal Geologo Dott. Denjs  in provincia di Genova, impegnato in una ricerca di falda acquifera  nell’area di Punta Mesco e precisamente nel Podere case Lovara di proprietà del F.A.I. . Il contatto avviene dopo una ricerca in internet riguardo alla figura del “rabdomante” che alcuni  soci committenti gli suggeriscono.
Con molta serenità, onestà e correttezza (atteggiamenti che ho gradito molto) mi esprime i suoi dubbi e perplessità in merito ad un mio possibile intervento (aspetto comprensibile da parte di un professionista che si confronti con un estraneo in materia nonché la figura del rabdomante che non appartiene alla scienza) soprattutto e ancor più, poiché ha letto nel mio sito che eseguo indagini per individuare le falde acquifere a distanza utilizzando la  mappa.
Così gli spiego come svolgo le ricerche e i vari riscontri avuti nel tempo e, con molta franchezza, mi dice che avrebbe rischiato questa tipologia alquanto anomala di ricerca su mappa e che si sarebbe riservato di approfondire il discorso qualora avesse riscontrato oggettive mie indicazioni.
Con altrettanta mia correttezza e serenità non ho voluto sapere nulla in merito a ciò che aveva fatto fino a quel momento e nemmeno egli  me ne ha accennato, quindi gli  chiedo di mandarmi l’area in questione e che ci saremmo risentiti dopo qualche giorno per discuterne.
Considerando l’urgenza manifestata mi predispongo la sera stessa alla ricerca di falde acquifere con il conseguente risultato.



Forte del fatto che già diversi geologi con cui ho avuto brevi confronti, hanno valutato molto positivamente e attendibili dette ricerche, ho atteso fiducioso la risposta del Dott. Denjs  che ovviamente non si è fatta attendere. In questo secondo contatto mi porta a conoscenza di vari aspetti ovvero che il committente è il FAI (Fondo Ambiente Italiano), che il giorno antecedente alla sua prima telefonata avevano terminato una trivellazione raggiungendo gli 80 metri ma senza trovare acqua e che tale foro si trovava poco dopo l’abitazione principale (a sud) area in cui io non disegno nessun tracciato relativo all’acqua (tracciato verde e azzurro), se non un  percorso di frattura che attraversa l’edificio minore antistante al principale più a nord (in loco osserverò una profonda crepa nella muratura esterna con parziale crollo dello stesso). Inoltre dove indico passaggi possibili d’acqua (zona  compresa tra il punto 1 e 3 in generale) sono stati eseguiti approfondimenti con il rilievo geoelettrico raggiungendo una profondità approssimativa di 45 metri,  che ha dato riscontri favorevoli a possibili scorrimenti d’acqua.
Questo dato strumentale in suo possesso ha in un certo modo supportato le mie indicazioni  in questa porzione  della proprietà dove percepivo possibile scorrimento d’acqua  tra 40/45 metri e 60/65 metri.
Considerando tutti questi aspetti di riscontro con la mia indagine il Dott. Denjs mi chiede di poter eseguire in loco la ricerca il giorno 5 giugno poiché devono spostare la trivella e le operazioni vengono eseguite solo con l’ausilio dell’elicottero con costi significativi.
Accetto di andare nonostante abbia in quel periodo una distorsione ad entrambe le caviglie e vi sia poco meno di 1 ora di strada  da percorrere  in salita per giungere in loco. Arrivato a destinazione, visti i buoni riscontri ottenuti nella ricerca preliminare, chiedo al geologo di farmi camminare lungo il percorso della valutazione geoelettrica (dal punto 3 verso il punto 1) per poter individuare possibili “zone” in cui percepisco disturbi energetici e che, molto probabilmente, sospetto abbia riscontrato nella sua indagine; questo al solo scopo di comprovare ulteriormente la mia attendibilità. Lungo la direzione infatti individuo diversi punti/linee di disturbo coincidenti con i suoi riscontri strumentali.
Dopo varie valutazioni dell’area a disposizione (la proprietà si estende oltre la zona verde terrazzata ma è ostile ed impervia per i macchinari quindi inutile da valutare) indico un punto che ritengo più appetibile a nord (dove il terrazzamento centrale, area 1 per intenderci, si unisce con quello grande a sinistra) con una prima indicazione a circa 18-20 metri, poi a 40-45 metri e in ultimo a 60-65 metri.
La trivellazione viene rinviata per molti giorni a causa di  vari problemi  e quando i lavori hanno inizio, raggiunto il primo step, ottengono solo materiale con evidenti tracce di passaggio dell’acqua (sono circa tre mesi che non piove), informato dal geologo svolgo a casa un approfondimento e delineo questa ipotetica traccia d’acqua come un percorso che si origina più a monte da un piccolo ruscello distante 6-7 metri dal punto di trivellazione  (asciutto al momento dei lavori) . Raggiunta la quota dei 40 metri si imbattono in una situazione di intensa fratturazione che crea diversi disagi tra cui quello di perdere circa 10 metri cubi di acqua (utilizzata per riportare in superficie il materiale di scarto) per eseguire circa 1,5 metri di trivellazione, così tento un altro approfondimento sulla mappa dove percepisco che tale situazione sia limitata fino ai 43 metri circa ed in effetti il geologo mi informa che a circa 43 metri ritrovano materiale compatto.

A questo punto però i lavori vengono sospesi per le dovute valutazioni ovvero, la fratturazione  alla quota dei 40 metri così intensa comporta perdite d’acqua ingenti e l’approvvigionamento avviene tramite elicottero (un costo importante) e la quota dei 65 metri è ancora lontana quindi la spesa da affrontare sarebbe notevole; un'altra possibile azione potrebbe essere quella di “ cementare” lo spessore della fratturazione ma questo comporterebbe di rinunciare alle possibili venute d’acqua quando, a seguito delle piogge, tutto il sistema idrico della zona si ricarica.
Dopo attente valutazioni e consultazioni tra committenti e il Dott. Denjs è stato deciso di interrompere la trivellazione. Accettare questa decisione è stata molto dura soprattutto poiché pensavo a quanto sarebbe stata utile l’acqua in vista del ristoro degli escursionisti e villeggianti, la prima reazione è stata di fallimento ma osservando le varie fasi posso dire di avere ottenuto riscontri positivi e comunque è presente una certa quantità d’acqua ma insufficiente al fabbisogno minimo.

  
RICERCA FALDE ACQUIFERE IN PROV. CATANIA

Nel luglio 2020 vengo contattato da un proprietario di un terreno in provincia di Catania, ubicato tra la A19 e il fiume Simeto e dopo aver stampato la mappa vi eseguo la mia indagine preventiva.
Successivamente contatto il proprietario e gli spiego ciò che ho trovato avvisando che sarà alquanto improbabile che riesca ad andarci fisicamente per la verifica e in seguito non ho più nessun riscontro.



Nel dicembre 2021 ricevo una richiesta da un nuovo cliente a Catania e così telefono al proprietario del terreno di cui non avevo saputo nulla dall’estate 2020 il quale mi racconta d’aver fatto trivellare un pozzo sino a 25 mt di profondità in un punto che aveva egli stesso deciso (lungo la linea 9  una delle più superficiali), cercando di seguire al meglio il mio tracciato.
Purtroppo però il risultato è stato pressoché deludente, ovvero l’acqua era sufficiente per rendere umida la terra del sottosuolo ma non permetteva emungimento; tuttavia il cliente era ben consapevole che senza una valutazione in loco c’era una buona probabilità d’errore, sollevandomi da possibili sbagli.
A seguito di questo sfortunato epilogo mi racconta d’aver scavato precedentemente altri due pozzi, sempre di 25 mt, su indicazione di altrettanti rabdomanti andati sul posto ma che non ha trovato nessuna traccia di acqua, nemmeno terra inumidita ed è quindi rimasto molto stupito dalla mia valutazione e del risultato ottenuto.


RICERCA FALDE A PREDORE (LAGO D’ISEO)
Nel maggio 2015 un conoscente geologo operante in zona Bergamo, mi chiede di svolgere una valutazione di falde acquifere sulla mappa di una proprietà contigua al lago d’iseo nel comune di Predore (BG).

Stampato quindi la mappa relativa alla proprietà, ne identifico alcuni percorsi / aree di presenza d’acqua che tuttavia sono posizionati nella parte sinistra dell’abitazione (vista foto), ad ovest; consegno quindi il mio responso e dopo alcuni giorni mi viene chiesto di rivalutare meglio la parte a destra della casa (ad est), per un discorso di praticità operativa e poiché diverrà area giardino, quindi non interferirebbe coi lavori di ristrutturazione.
Nuovamente mi metto al lavoro ma il mio responso rimane lo stesso, ovvero non percepisco scorrimenti (entro i primi 100mt  di profondità) ad est dell’edificio.
Le settimane trascorrono tra vari problemi organizzativi e così non vengo contattato per svolgere la verifica in loco  dove trivellare.
Viene scelto un punto dal geologo sulla base delle sue valutazioni e dalla mia indagine preventiva su mappa.



Il punto scelto (che poi ho riportato sulla mappa in seguito alla trivellazione) è segnato con la X e si trova vicino al punto due, preso in esame per una valutazione mia, in cui indicavo quote di profondità di circa 45 mt-75mt-100.
Nonostante i pochi metri dal lago, l’acqua  è stata trovata a circa 90 mt nel punto X, inoltre il geologo mi ha specificato che erano state trovate tracce di acqua solfurea e questo perché nella mia valutazione sulla mappa avevo indicatola presenza di un’area con qualità solfurea, un’aspetto che l’aveva stupito essendo una zona con presenza prettamente di rocce calcaree.

RICERCA FALDE ACQUIFERE  PRESSO ABBAZIA NOSTRA SIGNORA DELLA TRINITA’
MONACI BENEDETTINI  A  MORFASSO (PC)

Nel febbraio 2017 ricevo una telefonata con la richiesta di ricerca di falda acquifera in una proprietà fra i colli piacentini e ne rimango sorpreso quando dall’altro capo si annuncia un monaco benedettino, tale fra Umberto, della comunità di Morfasso (PC)  presso l’abbazia Nostra Signora della Trinità.





  
Come sempre svolgo la mia valutazione preventiva sulla mappa per meglio agevolarmi successivamente in loco ed identifico degli scorrimenti in varie parti di questo lascito ricevuto dai frati. Svolgo quindi la ricerca presso l’abbazia identificando alcune aree e scorrimenti d’acqua piuttosto profondi che la piccola comunità non può permettersi di scavare; inoltre come da valutazione della mappa confermo la presenza di acqua termale nei pressi del sacro edificio.
Trascorro una giornata veramente molto curiosa e piacevole tra ricerca di acqua  con al seguito due frati , il pranzo in comunità nel massimo silenzio come da regole benedettine ed una lunga conversazione con il padre abate, a cui racconto particolari emersi nella mia valutazione su mappa e che mi vedono in difficoltà nell’esporli in quanto nulla hanno a che vedere con la ricerca di falde, a tal proposito l’abate con molta serenità mi risponde “ non temere, racconta ciò che devi poiché nessuno ti giudicherà”.
Una risposta di grande comprensione e umiltà che mi ha riempito di gioia, così ho raccontato che avevo percepito in un’area precisa della proprietà, presenze di persone morte (secoli addietro) per mano violenta e non sepolte e che a mio dire dovevano essere dei religiosi (a tal dire mi è stato risposto che anticamente nell’area, ma non si sa dove, era presente un convento e per questo la proprietaria aveva deciso di donare l’area a dei frati).
La ricerca era terminata con un nonnulla di valido alla fine viste le profondità eccessive, ma si sa, le vie del Signore sono infinite e così in quell’estate ricevo una seconda telefonata dal frate Umberto il quale  mi racconta che nelle vicinanze in quel periodo stavano eseguendo un pozzo, così hanno chiesto al trivellatore (che al seguito aveva un rabdomante) di svolgere una trivellazione  e nell’area antistante all’abbazia giunti agli 80 mt di profondità hanno trovato acqua che però odorava di uova marce, ovvero era solfurea. Frate Umberto si era ricordato che sotto l’abbazia avevo detto che vi era acqua termale solfurea, idealmente intorno ai 300 mt di profondità, e che sicuramente tramite fratturazioni riusciva a risalire perdendo ovviamente il suo gradiente.
Questa è stata un’esperienza molto utile in quanto un acqua solfurea ha caratteristiche particolari e non si addice ad un consumo costante giornaliero/ annuale, quindi (considerando altri riscontri avuti in altri ambiti) non indicavo nessuna falda utile da trivellare nell’area dell’abbazia.

Pace e Bene.

RICERCA DI FALDE ACQUIFERE  A LECCO
Nel febbraio 2020 vengo contattato dal Dott. Geologo Massimo Riva avente studio a Lecco per sottopormi una valutazione di ricerca di falda acquifera nell’area di Lecco .
Fin da subito si instaurano ottimi toni di conversazione ( cosa non certa né facile vista la discrepanza tra le due figure in azione, ovvero geologo-rabdomante, direi che la maggior pazienza e difficoltà la subisce il geologo in quanto io non ho competenze della materia  trattata scientificamente) in cui cerco di spiegare cosa e come svolgo le mie valutazioni, così a breve ricevo l’area oggetto d’investigazione.



Svolgo così la mia valutazione sulla mappa e la invio al geologo Riva  che ne rimane piuttosto stupito per aver delineato una situazione veritiera del luogo in esame in cui è presente un sistema piuttosto fratturato e possibile circolazione d’acqua, reazione che mi rende fiducioso per il successivo step.


Conveniamo dunque alla valutazione in loco in cui devo identificare  una decina di punti in cui  a mio avviso vi sarebbe acqua e lui poi attraverso approfondimenti avrebbe scelto alcuni punti dove svolgere un sondaggio.



Il sondaggio è stato eseguito nei punti 7 e 10 che indicavo a circa 50mt e 85 mt di profondità e nonostante alcuni problemi nello svolgimento delle trivellazioni si è raggiunto l’obbiettivo di trovare l’acqua (con una discrepanza di 10/15mt soprattutto nel punto 10) cosa che ha generato anche un certo stupore, forse per il fatto di trovarsi a 250 mt sopra il livello del lago di Lecco e in mezzo alle montagne. Purtroppo la portata non è stata copiosa attestandosi  tra i 6-8 L/min; dal confronto e spiegazioni del geologo (che si aspettava una scarsa portata sulla base delle sue valutazioni ed esperienza) ho potuto capire che probabilmente il maggior quantitativo che percepivo era dovuto ad una fratturazione molto fitta e sottile con un flusso esiguo e che quindi l’emungimento era anche in funzione, in questo caso, del diametro del foro (diametro maggiore, più portata di emungimento, ovviamente sempre in funzione della portata della falda).










Ricerca falde acquifere e faglie in Lombardia eseguita sulla mappa nella zona
del convento di Sant'Astino a Bergamo
Strumentalmente è stata determinata una portata d'acqua di 11 L/sec. nella mia ricerca ho indicato circa 700 L/min.

Come si può osservare il punto 1 scelto prima della trivellazione dista nella realtà alcuni metri ciò nonostante si possono osservare riscontri circa la presenza delle falde, dell'acqua, della frattura e materiale fratturato, la portata.

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